“Penosi i guerrafondai da divano che chiedono di armare la resistenza ucraina”

“Quando sono gli ucraini stessi, magari collegati da Kiev alle nostre televisioni, a parlare della lotta per la loro vita e per la loro libertà, quando sono loro a chiederci armi per poterla continuare in prima persona, allora, la parola “Resistenza” ha un significato chiaro, profondo, morale. Che merita solo rispetto, solidarietà, dolore per la loro sorte terribile”. Con questa premessa, Tomaso Montanari, rettore dell’Università per gli stranieri di Siena, critico d’arte e interprete autentico della sinistra sociale e antimilitarista, apre il suo commento sul Fatto Quotidiano di oggi. Un incipit che prelude, però, ad una durissima invettiva contro chi, dai divani italiani, esalta “l’eroismo di questa Resistenza, pestando su tutta la tastiera della retorica”.

Perché quando, continua Montanari, a inneggiare alla resistenza ucraina, magari chiedendo di armarla, sono certi “maschi di mezza età della politica e del giornalismo italiani”, e allora “il significato è tutto un altro”. Definisce “imbarazzante” e “penoso”, Montanari, questo “militarismo da divano, questa passione da giocatori di Risiko”. Perché, è il ragionamento, “sappiamo tutti benissimo che chi resiste all’aggressione scellerata di Putin non chiede solo missili e mitraglie: chiede soprattutto la no fly zone, gli aerei. E sappiamo anche che tutto questo non possiamo darglielo, perché il rischio di un conflitto nucleare, fatale per l’umanità, aumenterebbe esponenzialmente”.

Un J’accuse, quello di Montanari, contro “il cinismo di un Occidente che ha usato l’Ucraina come una scacchiera per una lunga partita con Putin, pur sapendo benissimo che quando questi avrebbe preso la scacchiera, non avremmo potuto salvare gli scacchi, cioè i corpi degli uomini e delle donne ucraini. Arrivati a questo punto – sottolinea il rettore – l’unica posizione morale per noi occidentali è la più forte pressione possibile per un cessate il fuoco immediato, per un tavolo della pace dove Ucraina e Russia trovino un accordo”.

Avventurismo con la pelle degli altri

Sbagliato, dunque “soffiare sul fuoco della Resistenza ucraina”. Armare la resistenza ucraina, per Montanari è “avventurismo” e implicherebbe, “mettere nel conto migliaia (e in prospettiva centinaia di migliaia) di morti di resistenti ucraini: e significa sperare di mettere Putin nell’angolo, il che potrebbe avere esiti dirompenti per l’Ucraina stessa. Non è realismo: è avventurismo con la pelle degli altri. Oppure, ancora peggio, è un diverso, cinico, realismo: quello di chi si augura che l’Ucraina diventi una sorta di Afghanistan in cui intrappolare Putin. Un esito forse desiderato in qualche cancelleria occidentale: ma il cui prezzo in vite umane sarebbe spaventoso, e i cui rischi sistemici incalcolabili”.

Una menzogna il confronto con la Resistenza italiana

E sul parallelo tra resistenza ucraina e partigiani italiani, Montanari è “tranchant”: “Una menzogna il confronto con la Resistenza italiana contro i nazifascisti tra il 1943 e il 1945: allora c’era una concreta prospettiva di vittoria, non un vano massacro. I partigiani combattevano contro un nemico che si stava ritirando (non avanzando, come oggi in Ucraina) perché incalzato dagli Alleati, nel cuore di un conflitto mondiale. Oggi gli Alleati non arriveranno: perché Putin – a differenza di Hitler – l’atomica ce l’ha”.

L’ultimo affondo, il critico d’arte, lo dedica ai sostenitori del riarmo di casa nostra, spesso “ex comunisti, operaisti, esponenti di Lotta Continua che dopo essere passati al conservatorismo più codino, all’occidentalismo fanatico, spesso all’anti-antifascismo “militante” riscoprono oggi, da anziani, la retorica resistenziale e il fascino delle armi: usate da altri, ovviamente. Anche qui sta la truffa delle parole in guerra: i più scalmanati sostenitori occidentali del riarmo della Resistenza ucraina non sono davvero i migliori alleati della sopravvivenza dell’Ucraina”.

(Foto di copertina da internet)

4 pensieri riguardo ““Penosi i guerrafondai da divano che chiedono di armare la resistenza ucraina”

  1. gravissimoche il nostro governo abbia fornito armi. la guerra è fortemente voluta dai soliti pochissimi superricconi mondiali, che perseguono i loro loschi ideali e la guerra da loro la possibilit a di adempirli, ma domandiamoci come mai i nostri polikticanti li assecondano? ora con questa mossa i nostri “governanti—-????” escono alllo scoperto, . fornire armi all ucraina e aramare i civili, provochera un allargamento della gierra e un fortissimo incrementeo di morti

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  2. Caro Montanari, come V. Sgarbi sei un critico d’arte eccezionale, indimenticabile il tuo GL Bernini; altrettanto fastidioso quando fai il politologo ed il geopolitologo. Quanto costerebbe una vittoria di Putin per resa Ucraina in termini di repressione, processi farsa, eliminazioni tecniche ed etniche? Quanto per guerriglia (sono 42 milioni e non vogliono i Russi) per discriminazioni, culture cancel, sfruttamento stalinista? Da giovane dicevo ARMI AL MIR cileno, oggi dico ARMI ALL’ UCRAINA, stessa dittatura, stessa battaglia!!!

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  3. Beato chi ha l’dee chiare e convincimenti su questa guerra dando giudizi a destra o a sinistra senza avere dei dubbi interiormente. Schierarsi è una parola. L’unica condivisa da una larga maggioranza è la condanna dell’invasione Russa in Ucraina. Poi vengonol le ragioni di questa invasione e qui sorgono tanti dubbi, ripeto beato chi ha l’idee chiare. Non è finita L’Ucraina deve difendersi, deve resistere, dobbiamo mandargli le armi , la no fly zone, e qui quanti dubbi. L’unica cosa che siamo tutti daccordo che purtroppo tardano a venire sono degli accordi una soluzione per il cessate il fuoco e porre fine a questa tragedia. Vi saluto cari amici e compagni.

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